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CAIN


MARCO FILIBERTI
CAIN

liberamente ispirato a Cain e Manfred
di GEORGE GORDON BYRON
(nuova produzione)

Proiezioni del film in anteprima per Le Vie del Teatro
(giugno 2014, presso alcuni teatri storici del territorio)

un film scritto e diretto da Marco Filiberti
(shooting, febbraio 2014)

Soggetto Sceneggiatura  e Regia di MARCO FILIBERTI (Liberamente ispirato a Cain e Manfred di G.G. Byron)

CAST: DAVID GALLARELLO, GABRIELE VANNI, LUIGI PISANI, RENATO SCARPA, LUCIA MAZZOTTA, TANITA SPANG, MARIA FRANCESCA FINZI, RICCARDO CASCADAN, BENEDETTA ORIGO, DANIELA MALUSARDI.

CREW: D.o.P. MAURO TOSCANO –  Montaggio VALENTINA GIRODO – Scene BENITO LEONORI, LIVIA BORGOGNONI – Costumi PATRICIA TOFFOLUTTI, MARGHERITA MEDDI – Musiche MARCO I. BENEVENTO –Organizzazione SAMANTHA GAETANI, PAOLA CONTE – Aiuto Regia LUIGI SPOLETINI

PRODUZIONE: Le Vie del Teatro in Terra di Siena

In un’epoca nella quale le ragioni dell’arte e della bellezza sembrano del tutto esautorate, un gruppo di giovani artisti si raduna attorno a Bartolomeo Zurletti, un grande regista da molti anni affrancato dal sistema produttivo per rifugiarsi con sua moglie Elisabeth in un antico casale toscano nel quale organizza di tanto in tanto prestigiose produzioni teatrali. Il suo nuovo progetto prevede un allestimento di due testi di Lord Byron, Cain e Manfred. Tra i giovani desiderosi di lavorare con il Maestro ci sonoAlessandro, un attore serio e disciplinato, e Antonio, un attore capace ma divorato dall’ambizione. Mentre il gruppo sta facendo una prova di lettura, nella sala irrompe in modo piuttosto chiassoso un giovane attore, Amedeo. Antonio dapprima lo sottovaluta ma, dopo che il regista lo invita a leggere alcune scene del copione, tutto cambia. La lettura di Amedeo, infatti, evidenzia un talento puro e assoluto che suscita in Antonio una fortissima fascinazione ma al contempo, contro la sua volontà, anche un sentimento di invidia. Fiammetta,una giovane attrice che aveva sin da principio suscitato l’interesse di Antonio, è affascinata da Amedeo mentre Laura, un’altra ragazza della compagnia, nota in modo amorevole il disagio di Antonio. All’ora di cena sopraggiunge Francesca, umiliata per l’ennesimo provino squallido e dequalificante che induce i ragazzi a parlare dello stato di degrado dell’arte nella società contemporanea, tematica che nella mente agitata e visionaria di Antonio si sovrappone alla scena apocalittica della morte dei poeti. In giardino, di notte, Antonio, sempre più irrequieto, cerca inutilmente di sedurre Fiammetta e non lesina umiliazioni all’ingenua Francesca mentre il veleno lavora dentro di lui, ancor più dopo aver scorto Fiammetta e Amedeo fare l’amore. Sempre più sopraffatto dalle visioni del testo byroniano, Antonio si introduce nella biblioteca per cercare il diario del regista nel quale trova allusioni poco gratificanti al suo stile di recitazione nonché la decisione di sostituirlo con Amedeo nel ruolo di Caino. Di notte,in giardino, Antonio avvicina Amedeo offrendogli della droga e costringendolo a recitare fino allo sfinimento alcune scene di Otello fino a quando il ragazzo precipita in un pozzo vicino al quale lo ha condotto Antonio, ormai incapace di separare la realtà dalle sue visioni byroniane sempre più cupe e drammatiche. Antonio, disperato, cerca di scacciare il suo tormento facendo l’amore con Laura, al viso della quale sovrappone quello di Amedeo. Passa del tempo e, nonostante la profonda tristezza per la morte di Amedeo, cominciano in teatro le prove dello spettacolo. Antonio, sempre più sopraffatto da una violenta depressione, si identifica con il personaggio di Manfred, divenuto nella lettura del regista lo stesso Caino entrato nella storia con il peso del suo delitto. Questo stato ossessivo esplode allorquando il Maestro fa provare la scena della rievocazione di Abele dal mondo degli spiriti: Antonio, ormai folle, crede di vedere Amedeo tra di loro e, non reggendo al rimorso, rivela il suo delitto sovrapponendosi al personaggio di Macbeth. Ma un anno dopo, nel silenzio di un teatro vuoto, Antonio …