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LE ULTIME SETTE PAROLE DI CRISTO

GIOVANNI SCIFONI
LE ULTIME SETTE PAROLE DI CRISTO

[produzione ospite]

con
GIOVANNI SCIFONI
MAURIZIO PICCHIO’ e STEFANO CARLONCELLI

Fede purissima, ateismo purissimo, superstizione purissima sono al centro di Le ultime sette parole di Cristo, l’appassionato e brillante monologo in cui un “cialtrone”, Giovanni Scifoni, attraversa con ironia i temi e i personaggi della spiritualità, scanditi dalle sette frasi evangeliche, che per sette volte sospendono il tempo e l’aria. Il cialtrone non si ferma mai, inonda lo spettatore di storie, leggende, baggianate, lo incalza con parole di cui sembra essersi perso il senso: peccato, misericordia, buona morte… Le infuocate prediche del canonico Rinaldo Deggiovanni, poi arriva Beda il venerabile, poi i Padri del deserto, pazzi e morti di fame, poi Dismas il buon ladrone, poi Dostoevskij, Bergman. Lo spettacolo riesce a raccontare la grande mistica con leggerezza, in un inarrestabile crescendo che cattura lo spettatore, al di là delle convinzioni personali, innescando riflessioni sulla nostra esistenza e sulla “gloria umana”. In scena per 60 repliche alla Cappella Orsini a Roma nel 2010, ad oggi continua a replicare in numerose piazze e festival italiani. Anticamente, durante la liturgia del venerdì santo, le vetrate della cattedrale

Lo spettacolo riesce a raccontare la grande mistica con leggerezza, in un inarrestabile crescendo che cattura lo spettatore, al di là delle convinzioni personali, innescando riflessioni sulla nostra esistenza e sulla “gloria umana”. In scena per 60 repliche alla Cappella Orsini a Roma nel 2010, ad oggi continua a replicare in numerose piazze e festival italiani. Anticamente, durante la liturgia del venerdì santo, le vetrate della cattedrale.