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LE VIE DEL TEATRO IN TERRA DI SIENA

LE VIE DEL TEATRO IN TERRA DI SIENA

‘Le Vie del Teatro in Terra di Siena’ è un’associazione culturale nata nel 2013 dalla volontà del regista e scrittore Marco Filiberti di creare una realtà artistica che si distinguesse nel panorama internazionale per identità, linguaggio e rapporto con il territorio. E’ un progetto di teatro contemporaneo fortemente topicizzato e mosso dalla volontà di decifrare i segnali di una civiltà che si sta esaurendo con uno sguardo focalizzato sul mutamento antropologico in atto, nel quale l’identità e l’etica di impostazione, nonché un intenso rapporto dialettico con le nostre radici culturali, siano elementi connotanti di una pratica artistica unica e specifica.

 

L’ASSOCIAZIONE

‘Le Vie del Teatro in Terra di Siena’ è un’associazione senza fini di lucro. Si propone come il centro di una pratica teatrale rigorosa e di respiro internazionale e di un’offerta didattica di massima specializzazione improntata ad una concezione drammaturgica altamente connotata. L’attività de ‘Le Vie del Teatro in Terra di Siena’ si origina nei territori della Val d’Orcia, della Val di Chiana, della provincia di Siena fino ai territori umbri. Ogni progetto è declinato nel luogo deputato più adatto per espletarne tutte le potenzialità, in modo da promuovere un’ampia parte del patrimonio territoriale e artistico della regione. Giardini, pievi, borghi, castelli, teatri, rocche, cave, fornaci, siti, abbazie, granai, corti, piazze sono i protagonisti a rotazione dei nostri accadimenti teatrali.

L’IDENTITA

Sollecitati dalla volontà di tutelare un territorio di rara bellezza e integrità e al contempo di provare a interpretarlo come segno di tempi futuri, le Terre di Siena si sono proposte a noi come teatro ideale, un palcoscenico sconfinato  dove rappresentare i mutamenti di valori e di categorie già in atto, segni di un cambiamento epocale ineludibile. Il nostro progetto di teatro come strumento di ri-conversione etica ha al suo centro una volontà fortemente topicizzata di luogo come segno sopravvissuto, rovina, al contempo luogo dell’anima e realtà collettiva; teatro, dunque, non in quanto bello ma in quanto salvato e identificato in quel connubio tra natura e civiltà che è stato riconosciuto a questi luoghi come modello forse insuperato, almeno in Italia. Credo che un territorio investito di questo segno debba provare a farsi interprete di una proposta di ri-conversione verso un’ecologia culturale sostenibile. Noi avanziamo una proposta attraverso una via legata al teatro tramite una nuova riflessione sul senso etico e antropologico insito nella categoria del bello – mai stata tanto minacciata come negli ultimi trent’anni – con la consapevolezza dell’urgente necessità di una nuova alfabetizzazione alle ragioni della cultura e dell’arte, termini talmente svenduti e abusati da aver perso qualunque identità specifica. Si tratta di ri – codificare una possibile funzione estetica ed etica all’interno del nostro microcosmo sociale attraverso un percorso di sensibilizzazione alle categorie della conoscenza, dell’emozione e dello stupore. In questo momento storico alquanto destabilizzante credo sia opportuno domandarsi realmente quale funzione debba avere nella nostra vita il dato culturale e le sollecitazioni che inevitabilmente porta con sé. Noi non abbiamo dubbi sull’assoluta centralità di questa funzione dopo anni di deflagrante imposizione della sola logica del profitto. Pur nella convinzione che i suoi contenuti e le sue forme richiedano decisivi aggiornamenti, pensiamo che poche volte nella storia il sapere, la conoscenza e la sintesi formale che ne deriva, che per convenzione chiamiamo ancora ARTE, siano stati più sollecitati a intraprendere un percorso di rigorosa inquisizione per l’imprescindibile inadeguatezza degli strumenti ereditati dalla modernità. Quello che ricerchiamo è un teatro astratto, metafisico, poetico, che tenda a ridurre le necessità narrative ai minimi termini per porre in primo piano il cupio dissolvi dello svuotamento (dall’ingombro del sè e da tutte le perniciose incrostazioni contemporanee) e la necessità di perdersi, per sperare di ritrovarsi. E per questo che alle definizioni di spettacolo o di evento – riduttiva la prima, abusata la seconda – si è preferita quella di accadimento: un rito collettivo con radici che affondano in un tempo remoto e rami che si protraggono verso ipotesi di un futuro migliore, nella speranza che, intanto, qualcosa accada dentro di noi.

L’OPERATIVITÀ

L’associazione offre in parallelo quattro grandi assets internazionali:

L’aggregazione: la raccolta di interessi e di sviluppo, improntata all’appartenenza, attorno ad un’offerta variegata di alta qualità che parte da una forte connotazione territoriale

La didattica: dedicata ad un’alta specializzazione di settore e a una preparazione specifica per gli attori in funzione di una produzione teatrale e cinematografica interna

La produzione teatrale, cinematografica ed editoriale

La promozione e lo sviluppo del territorio attraverso accadimenti culturali connessi ai propri contenuti

“Le Vie del Teatro in Terra di Siena” si declina quindi in due realtà autonome e sinergiche: il cantiere teatrale e le produzioni.

Il cantiere teatrale si attua sia attraverso sessioni preparatorie finalizzate all’allestimento degli spettacoli, sia in masterclass tematiche tenute da eminenti personalità di differenti settori del mondo del teatro (registi, drammaturghi, coreografi, acting e vocal coach, logopedisti, scenografi, light designer etc…) atte a favorire lo sviluppo di una preparazione tecnica e di una coscienza critica, artistica e professionale degli artisti selezionati. Lo scopo del cantiere è quello di portare in scena ogni stagione una nuova produzione, nonché quello di formare nell’arco di un triennio una compagnia stabile – Gli Eterni Stranieri – che possa essere nel corso degli anni un punto di riferimento per il giovane teatro italiano.

Gli accadimenti teatrali si dividono in nuove produzioni e spettacoli ospiti. Agli accadimenti si integrano iniziative collaterali quali incontri con gli autori e gli artisti, conferenze e convegni redatti in modo da tracciare un percorso che sia uno strumento di studio e di verifica, cicli di proiezioni. L’inserimento delle nuove produzioni de ‘Le Vie del Teatro in Terra di Siena’ nel circuito dei Teatri di Toscana e in altri circuiti nazionali e internazionali è un obiettivo attualmente in corso di realizzazione.

 

LA MOTIVAZIONE

Da un’approfondita riflessione sull’esautoramento del ruolo della cultura nella società contemporanea, sul fallimento del modello imposto dai modelli consumistici e sul rapporto drammaticamente alterato tra civiltà e natura, è scaturito un progetto teatrale che indaghi il ruolo dell’arte nel XXI secolo e la sua possibilità di incidere ancora sulle coscienze con l’onestà degli strumenti che gli sono propri, disturbando i sonni di qualcuno o illuminandone i giorni. Se questo sia ancora possibile forse si può provare a capirlo insieme lavorando su un territorio particolarmente privilegiato come il nostro, ancora in buona parte preservato e disseminato di testimonianze di un operato pubblico e privato spesso illuminato e capace, anche in un paese come l’Italia particolarmente refrattario a gestioni coscienziose e lungimiranti, di definire un luogo che non punti allo sfruttamento selvaggio delle risorse ma ad un armonico sviluppo delle sue potenzialità. Quello che sempre più sta venendo a mancare nello scenario generale contemporaneo è quell’elemento che sappia incidere sul tessuto antropologico, sociale e civile come segno di autentico e imprescindibile strumento di sollecitazione critica. Uno strumento che non si esaurisca in una funzione meramente ricreativa e placidamente confortante, ma miri a sollecitare confronti e riflessioni che il segno artistico dovrebbe ineluttabilmente portare con sé.

Questo progetto mira altresì a ridare al teatro la sua dimensione artigianale pensata come un lavoro continuativo d’équipe che premi talenti e professionalità di autentico valore e che ambisca a trasformarsi in esperienza collettiva capace di fare crescere una comunità e di conferirle un ruolo specifico anche sotto questo profilo. L’attenzione della manifestazione va in tal modo a concentrarsi su autori, registi e interpreti italiani e internazionali caratterizzati, nella molteplicità dei loro linguaggi, da percorsi di ricerca di alto profilo artistico e conformati ad una logica di oculata gestione delle risorse senza che questi aspetti disattendano mai la ricerca di un autentico e sentito rapporto con il pubblico.

 

IL LUOGO

Patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco nel 2004, la Val d’Orcia richiama viaggiatori e pellegrini con i suoi luoghi dalla privilegiata morfologia paesaggistica e dalle ricchissime radici culturali e antropologiche. Il desiderio di difendere un patrimonio storico e ambientale di rara bellezza e integrità, si manifesta nella volontà di interpretarlo non solo in quanto bello, ma in quanto salvato, divulgandone le potenzialità con il desiderio di trasformarle in bene comune. E’ un territorio in cui è pregnante il riconoscimento della centralità del dato culturale e delle sollecitazioni che inevitabilmente porta con sé. L’associazione si propone di agire su un armonico sviluppo delle potenzialità del territorio, la cui conoscenza e bellezza possono ancora esercitare un ruolo significativo nella riflessione del nostro tempo.

 

IL TEMPO

L’associazione opera in un continuum pensato e realizzato nella duplice funzione della ricerca e della rappresentazione, tese al coinvolgimento di un pubblico sia del luogo che esterno, con il coinvolgimento di realtà vicine e lontane, nazionali e straniere, atte a configurare un percorso costellato di pensieri, immagini, persone e luoghi.

Il periodo deputato agli spettacoli e ai laboratori è distribuito con flessibilità in diversi momenti dell’anno, in modo da enfatizzare l’aspetto in divenire del progetto e un maggior senso di radicamento nel territorio e in modo da non interferire mai e potersi invece integrare con le programmazioni di altre manifestazioni culturali.

Amnesty International riconosce nell’opera artistica di Marco Filiberti un linguaggio capace di veicolare alti contenuti etici e valori umanitari

 

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Marco Filiberti Fondatore e Presidente
Angela Lauro Vicepresidente
Antimo Verrone Tesoriere
Carlo Beligni  Organizzazione e Segreteria Generale
Piefrancesco Giannangeli Consulente Scientifico
Benito Leonori Consulente Tecnico
Maria Zinno e Elisa Ragni Produzione
Antonella Mucciaccio Ufficio Stampa
Studio Veglianti Amministrazione
 

GLI AMBASCIATORI DELLE VIE DEL TEATRO:
Marilisa Cuccia, Benedetta Origo, Fulvia Mazzuoli, Daniele Derossi, Grazia Marchianò, Carol van Wonterghem, Graziella Macchetta, Ilaria Miani, Eleonora Contucci