CAIN

Un film scritto e diretto da Marco Filiberti,
liberamente ispirato a Cain e Manfred di George Gordon Byron.
Presentato in anteprima nazionale il 10 aprile 2015 presso il Teatro degli Arrischianti, Sarteano (Siena)

SOGGETTO, SCENEGGIATURA E REGIA di Marco Filiberti (liberamente ispirato a Cain e Manfred di George Gordon Byron)
CAST: David Gallarello, Gabriele Vanni, Luigi Pisani, Renato Scarpa, Lucia Mazzotta, Tanita Spang, Maria Francesca Finzi, Riccardo Cascadan, Benedetta Origo, Daniela Malusardi
SCENE: Benito Leonori, Livia Borgognoni
COSTUMI: Patricia Toffolutti, Margherita Meddi
MUSICHE: Marco I. Benevento
AIUTO REGIA: Luigi Spoletini
D.o.P.: Mauro Toscano
MONTAGGIO: Valentina Girodo
ORGANIZZAZIONE Samantha Gaetani, Paola Conte

SINOSSI:
In un’epoca nella quale le ragioni dell’arte e della bellezza sembrano del tutto esautorate, un gruppo di giovani artisti si raduna attorno a Bartolomeo Zurletti, un grande regista, da molti anni affrancatosi dal sistema produttivo per rifugiarsi con sua moglie Elisabeth in un antico casale toscano. Da qui Bartolomeo organizza di tanto in tanto prestigiose produzioni teatrali. Il suo nuovo progetto prevede un allestimento di due testi scritti da Lord Byron, Cain e Manfred.
Tra i giovani desiderosi di lavorare con il Maestro ci sono Alessandro, attore serio e disciplinato, e Antonio, attore capace ma divorato dall’ambizione. Mentre il gruppo sta facendo una prova di lettura, nella sala irrompe in modo piuttosto chiassoso un terzo giovane attore, Amedeo.
Antonio dapprima lo sottovaluta, ma, dopo che il regista lo invita a leggere alcune scene del copione, tutto cambia. La lettura di Amedeo, infatti, evidenzia un talento puro e assoluto che suscita in Antonio una fortissima fascinazione ma al contempo, contro la sua volontà, anche un sentimento di invidia.
Fiammetta, giovane attrice che aveva sin da principio suscitato l’interesse di Antonio è affascinata da Amedeo, mentre Laura, un’altra ragazza della compagnia, nota in modo amorevole il disagio di Antonio. All’ora di cena sopraggiunge Francesca, umiliata per l’ennesimo provino squallido e dequalificante che induce i ragazzi a parlare dello stato di degrado dell’arte nella società contemporanea, tematica che nella mente agitata e visionaria di Antonio si sovrappone alla scena apocalittica della morte dei poeti.
In giardino, di notte, Antonio, sempre più irrequieto, cerca inutilmente di sedurre Fiammetta e non lesina umiliazioni all’ingenua Francesca mentre il veleno lavora dentro di lui. Ancora di più dopo aver scorto Fiammetta e Amedeo fare l’amore. Sempre più sopraffatto dalle visioni del testo byroniano, Antonio si introduce nella biblioteca per cercare il diario del regista nel quale trova allusioni poco gratificanti al suo stile di recitazione nonché la decisione di sostituirlo con Amedeo nel ruolo di Caino.
Di notte, in giardino, Antonio avvicina Amedeo offrendogli della droga e costringendolo a recitare alcune scene di Otello fino al momento in cui il ragazzo precipita in un pozzo vicino al quale lo ha condotto Antonio, ormai incapace di separare la realtà dalle sue visioni byroniane sempre più cupe e drammatiche. Antonio, disperato, cerca di scacciare il suo tormento facendo l’amore con Laura, al viso della quale sovrappone quello di Amedeo.
Passa del tempo e, nonostante la profonda tristezza comune per la morte del giovane attore, cominciano in teatro le prove dello spettacolo. Antonio, sempre più sopraffatto da una violenta depressione, si identifica con il personaggio di Manfred, divenuto nella lettura del regista lo stesso Caino entrato nella storia con il peso del suo delitto. Questo stato ossessivo esplode quando il Maestro fa provare la scena della rievocazione di Abele dal mondo degli spiriti: Antonio, ormai folle, crede di vedere Amedeo tra di loro e, non reggendo al rimorso, rivela il suo delitto sovrapponendosi al personaggio di Macbeth.
Ma un anno dopo, nel silenzio di un teatro vuoto, succederà qualcosa di importante…

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