CONVERSATION PIECES

Accadimento in un atto unico di Marco Filiberti,
da Cain e Manfred di George Gordon Byron

Prima assoluta
27 / 28 luglio, ore 21.30 – 29 luglio, ore 18.00
Teatro Poliziano – Montepulciano (Siena)

Stefano Guerrieri: Caino/Manfred
Matteo Tanganelli: Abele/Lucifero
Diletta Masetti: Spirito della Bellezza/Spirito della Conoscenza

Benito Leonori: scene
Alessandro Carletti: light designer
Stefano Sasso: sound designer
Mario Spinaci: visual designer
Patricia Toffolutti: costumi
Emanuele Burrafato: coreografie
Fabrizio Festa: musiche originali

Regia Marco Filiberti

Conversation Pieces Locandina

Coproduzione 43° CANTIERE INTERNAZIONALE D’ARTE, RAVENNA FESTIVAL, LE VIE DEL TEATRO IN TERRA DI SIENA

“Conversation pieces” – prima stazione della Trilogia “Il pianto delle Muse” che Marco Filiberti presenterà in una versione assolutamente inedita dal 27 al 29 luglio al Teatro Poliziano di Montepulciano – chiuderà la 43ª edizione del Cantiere Internazionale d’Arte.

Frutto dell’adattamento del poema drammatico “Manfred” e della tragedia in versi “Cain” di George Byron, è un accadimento teatrale intriso di poesia, musica e movimento, un lavoro ispirato e visionario che unisce in una totalità di esperienze un compendio di diverse forme espressive.

In un contesto da risveglio primordiale, si affacciano alla vita Abele e Caino. Dopo una fase di innocente simbiosi, le due entità si connoteranno con caratteristiche difformi, apollinea la prima e dionisiaca la seconda, ponendo il primo germe della separazione e del conflitto. L’apparizione di Lucifero, misterioso e carismatico angelo ferito, induce Caino ad aprire il suo cuore tormentato rivelando l’angoscia per il silenzio di Dio. Lucifero lo ascolta, seducendolo con un linguaggio iniziatico e una promessa di vittoria sui suoi tormenti, e quindi lo invita a visitare altri mondi e altri tempi, dove gli appariranno i misteri della morte e le conseguenze provocate dalla sua stirpe. Atterrito dalla spaventosa visione del degrado umano in un tempo, il nostro tempo, in cui poesia e bellezza, eroi e dèi, saranno cose trapassate, Caino vuole fuggire e scongiurare questo destino rovinoso ma finisce invece per anticipare il “male oggettivo”, uccidendo il fratello amato. Ora la Morte è entrata nella Storia e Caino, assumendosi la piena responsabilità delle proprie azioni, entra nel tempo diacronico sotto il peso della propria colpa. Lo ritroviamo alle soglie della Modernità sotto il nome di Manfred, il pellegrino dell’Eternità, oppresso da una colpa ancestrale, l’uccisione della persona amata. Uomo di pensiero e di scienza al suo ultimo giorno di vita, ossessionato dai propri demoni fronteggiati con titanica forza inquisitoria – la bellezza, l’erotismo, la conoscenza, l’incanto della Natura, il miraggio di una vita semplice – Manfred sembra inconsciamente risalire il tempo storico per connettersi al delitto primigenio, compiuto all’ombra dell’albero del Bene e del Male. In un drammatico percorso iniziatico e in lotta con il tempo, Manfred arriva finalmente all’appuntamento finale con il duplice volto della sua ossessione, quello di Abele e di Lucifero, mai stati così ambiguamente liminali. Affidandosi per la prima volta all’Amore, Manfred trova nell’abbraccio della sua vittima la suprema riconciliazione, la nuova unità degli opposti, scoprendo che, in fondo, «non è così difficile morire».

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